“Per avere sedotto l’intero pianeta con la grazia inarrivabile delle sue storie, quintessenza di una Sicilia verissima e inventata” viene conferito il Premio Chiara alla carriera ad Andrea Camilleri, scrittore, regista, autore teatrale e televisivo.
“Questo premio mi rende molto felice, in totale sincerità ci tengo ad avere premi a cui non concorro, decisi motu proprio da una giuria. Sono generalmente intitolati a scrittori e ciò mi piace molto. Ho vinto anche quelli che ricordano Pavese, Flaiano e Elsa Morante. Piero Chiara era un raccontastorie, il tipo di scrittore che mi è più congeniale. Non l’ho conosciuto di persona, ma sono stato un suo lettore e solo recentemente leggendo i suoi racconti ho scoperto che suo padre era siciliano come me. Dedico a lui questo premio per la gioia che mi ha dato leggendolo e per l’apparente semplicità di scrittura che ho imparato dai suoi scritti. In RAI seguii attivamente la realizzazione dello sceneggiato tratto da “Il balordo” per la regia di Pino Passalacqua con Tino Buazzelli. Ho appena rivisto con piacere Il piatto piange su Sky, il mio per Chiara è stato un amore a distanza.”
Andrea Camilleri era stato un’unica volta a Varese nel 1970 per un solo giorno. E’ molto felice di tornare in questi luoghi di cui ha sentito molto parlare da sua moglie che visse alcuni anni qui durante la guerra e frequentò le scuole medie a Varese dove il padre, direttore di banca, aveva trasferito la famiglia da Milano. Ha invitato la moglie ad accompagnarlo perché possa rivederli.
Cinema libri e teatro, dove sta il suo cuore?
Ora sta nella narrativa, da sempre sta anche nel teatro e meno nel cinema che conosco più da spettatore.
La più grande soddisfazione della sua carriera?
La prima di “Finale di partita” di Beckett che avevo messo in scena io a pari merito con la pubblicazione del mio primo romanzo Il corso delle cose, il tenere il mano l’oggetto “libro”. Dopo dieci anni di rifiuti da parte di tutti gli editori, un mio amico, Dante Troisi mi chiese il permesso di trarne una riduzione televisiva. Ne parlò un giornale e Lalli, un editore a pagamento mi scrisse offrendosi di pubblicarlo gratuitamente in cambio della citazione nei titoli di coda. Il libro non venne distribuito, ma entrai ebbi l’”oggetto”. Tuttora mi piace provare emozioni e a 84 anni ne provo ancora.
E come è avvenuto il passaggio a Garzanti nel1980 per “Un filo di fumo”?
Un altro amico, il critico Ruggero Jacobbi disse che quel libro non doveva fare la fine del primo. Lo portò a Gina Lagorio, allora compagna e poi moglie di Livio Garzanti il quale lo pubblicò.
Ci svela il segreto della sua vivacità intellettuale e prolificità artistica ?
Alleno il cervello, leggo molto seppure con i limiti dei miei occhi e cerco di non annoiarmi. Mi alzo ogni mattina alle 6, mi metto al computer dalle 6.45 alle 10. Nel pomeriggio rispondo alle lettere con l’aiuto della mia assistente Valentina e correggo quanto ho scritto al mattino. Sono un impiegato modello della scrittura. Insieme a Franca Rame e Ennio Morricone sono stato oggetto di studio in un congresso di geriatria, siamo stati a lungo interrogati su come facevamo a essere così svegli e vispi.
… Cosa ha detto il commissario Montalbano quando ha saputo del premio alla carriera?
Montalbano farebbe bene a non occuparsene e a non commentare, è già abbastanza ricattatore, farei volentieri a meno dei suoi ricatti. Riesce a far tenere ancora in catalogo i miei libri stampati più di vent’anni fa. Ogni volta che la Sellerio pubblica un nuovo Montalbano aumentano le vendite dei vecchi titoli, in particolare Il birraio di Preston e La concessione del telefono.
“Il nipote del negus” è uscito come audiolibro letto personalmente da lei in contemporanea con il libro, come è stata l’esperienza della lettura ad alta voce?
E’ stata una grossa impresa, anche se ho alle spalle 30 ani di teatro in cui davo indicazioni agli attori per intonazione e ritmo. Per evitare “sbandamenti” all’ascoltatore dato che non si tratta di un romanzo tradizionale ma di carpette con dossier e intercettazioni, ho cercato di dare a ogni personaggio ritmi diversi e piccole variazioni di intonazione.
Il suo progetto più immediato?
Oltre alla cerimonia del 1 maggio in cui mi verrà consegnato il premio alla carriera, aspetto con ansia l’uscita del primo film tratto dai miei romanzi, La scomparsa di Patò di Rocco Mortelliti, il mio ex genero. E’ ancora in fase di montaggio.
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